venerdì 11 novembre 2011

11 11 11

Tre paia di trampoli vanno nella neve, nel sugo e per finire nell'acqua che bolle. Ma non succede niente. Perché non sono spaghetti.
Sono trampoli.
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mercoledì 21 settembre 2011

Arietta

Qui sì che soffia un'arietta deliziosa pensai non appena varcata la soglia che separa il mio ufficio dall'officina.
La porta chiusa, noi impiegati, ci isolava dal rumore delle macchine operanti e dal suono di canti e di bestemmie. Ma ci isolava anche dal venticello che la differenza di portata d'aria tra il lato nord e il lato sud del capannone grigio, con gli infissi verderame, quell'estate produceva.
Qui sì che soffia un'arietta deliziosa pensai, e un collega da dentro urlò controvento Chiudi che qui vola tutto!
Mi scosse dall'estasi ventilata. Non feci in tempo nemmeno ad arrivare con la mano alla porta che essa in un nanosecondo e con furore si chiuse rimbombando.
Il botto fu enorme. Poi niente.
Cioè non rimase niente. L'ufficio al di là della porta era scomparso, era imploso. Era rimasta solo la porta che sventolava come un fazzoletto, tanto sbattè forte e definitiva.
Oltre la sua soglia solo la spianata di terra secca e crepata che circondava il capannone quell'estate. E le macchine parcheggiate tra l'erba degli impiegati spariti.
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lunedì 29 agosto 2011

Tre settimane fa è successa una cosa invisibile di cui però stamattina sto pagandone le conseguenze sulla pelle.
Ebbene, tre settimane fa ho chiuso a chiave un cucciolo di lucertola dentro l'ufficio. E penso, è dura rimanere chiuso dentro il mio ufficio dove le pareti ti schiacciano anche se sei una lucertola, è troppo caldo anche se sei unimpiegato e poi manca l'aria anche se sei una lucertola.
Perciò stamattina è giusto che quella lucertola, ormai adolescente, sia veramente feroce. Morde. E' feroce.
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giovedì 21 luglio 2011

Estate

Ad ogni adolescente Dio assegna un motorino. A me assegnò il ciao di nonno. I miei compagni di flotta lo chiamavano la zanzara, perchè questo sembrava al cospetto del rombo del fifty.
E così adesso, a motorino oramai spento, mi trovo spesso a tifare per questo animaletto una volta a tinta unita oggi a fantasia, dalla linea sempre più affusolata e aerodinamica cui Dio ha detto "Va' e da' fastidio per vivere!"
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venerdì 24 giugno 2011

Sono giorni che mi pizzica il piede sinistro. Mi pizzica sopra, tra il penultimo e l'ultimo dito, quelli più piccoli.
Ieri il mio piede era gonfio. Oggi no.
Ora si capisce cosa sta succedendo là davanti, sopra il mio piede.
Poco scientificamente sta nascendo un nuovo penultimo dito.
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mercoledì 23 marzo 2011

Il giorno dopo mi sono procurato una cartina sua e della sua città

Per ragioni a me sconosciute, ascoltando satellite of love mi viene in mente la prima volta che sono andato a trovarla nella sua città. Arrivai di notte. Ricordo lo smarrimento e l'esitazione ad ogni incrocio, e il senso d'esplorazione davanti alla segnaletica e davanti al suo mondo, complicato e pieno come lo volevo io.
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lunedì 14 marzo 2011

Il problema delle tacche

Stasera arriverò a casa con solo due tacche. Una la tossirò alla partenza. Un'altra prenderà come sempre la strada sua, che poi non arriverà mai da nessuna parte e rimarrà sotto qualche camion al confine tra le Marche e l'Umbria. E piove pure. Una se ne andrà in fumo fuori dal treno a metà percorso. Un'altra la canterò per la decima volta e non mi sono ancora stancato. A me le ultime due tacche servono solo per leggere una pagina almeno fino a metà e arrivare fresco al distributore domani mattina.
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giovedì 10 marzo 2011

Il pendolare che segue

"Mettere la freccia è un gesto troppo altruista per pretenderlo da tutti gli altri, ahimè!"
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mercoledì 29 dicembre 2010

Piove. Vado alla finestra perchè non capita mai che piova quando sono a casa.
E a casa mia la pioggia mi piace quanto le patate.

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Pochi minuti fa la pioggia è passata a neve. L'ho vista coi miei occhi. E' successo molto rapidamente, giusto il tempo di tirare una leva.

E il suono della città è passato da brontolìo ad ovazione.

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Nevica ormai da diciassette ore e mezza. E' un tempo veramente lungo per una nevicata.
Per strada ci sono tante macchine parcheggiate male, esageratamente abbandonate durante la prima tormenta. Ora sono tutte bianche anche le poche che passano. Vanno piano, nell'andatura e nel rumore sembrano delle carrozze a cavalli.

Prima sono uscito per un po' e ho visto che la gente non è contenta.
Ora mi sto asciugando alla finestra, proprio qui, accanto al termosifone.
Fuori sembra nevichi da sempre.


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Ieri la città si è addormentata che nevicava e stamane si è svegliata che nevicava.
E' tutto bianco, assoluto e cremoso.
Ora però la neve scende molto meno intensamente, ora i fiocchi si possono quasi contare.

Prima sono riuscito a seguire quel fiocco fino al suo atterraggio su un tetto.

Continua a rallentare.

Un fiocco.

Un fiocco.


Un fiocco.



Un fiocco.





L'ultimo.







Ora scendono le ciliegine.


A breve il cielo si aprirà.

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venerdì 10 dicembre 2010

A questo punto, in amore, penso siano due le cose da fare.
La prima è rassegnarmi all'idea di dover sbattere il muso più volte.
La seconda è sperare che lei abbia una predilezione per le persone con la faccia un po' schiacciata.
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